Codice Ateco 2025. Cosa è cambiato e quali sono le scadenze aggiornate per la rettifica?
Aggiornamento (06/02/2026)
La Rettifica ATECO 2025 è disponibile fino al 31/03/2026. È particolarmente utile quando la riclassificazione automatica lascia più alternative possibili e devi selezionare il codice che descrive meglio l’attività che svolgi davvero.
Nota: non confondere questa scadenza con il periodo transitorio fino al 01/04/2026: riguarda altri flussi operativi e non coincide con la finestra della rettifica.
Nel 2025 in Italia è iniziata, in modo piuttosto silenzioso, una delle riforme più scomode per gli imprenditori: la nuova classificazione ATECO 2025, preparata dall’ISTAT e destinata a essere utilizzata da tutte le amministrazioni pubbliche e dall’Agenzia delle Entrate. La classificazione è formalmente in vigore dal 1° gennaio 2025, ma nella pratica viene applicata solo a partire dal 1° aprile 2025, cioè dal momento in cui le Camere di Commercio e le altre amministrazioni hanno iniziato a riscrivere i codici delle imprese già attive.
Cosa deve sapere l’imprenditore?
Da aprile 2025 il tuo codice attività potrebbe essere stato modificato automaticamente. Dal mese di aprile hai tempo per verificare se il nuovo codice è corretto e, se necessario, per presentare una rettifica o variazione. È disponibile una finestra straordinaria per la “Rettifica ATECO 2025” fino al 31/03/2026.
In questa guida spieghiamo, passo per passo e in modo semplice, cosa sta succedendo, chi è coinvolto, cosa devono fare i titolari di partita IVA in regime forfettario e le società in regime ordinario, quali moduli servono, come controllare la visura camerale e quali rischi si corrono se non si fa nulla.
Perché viene cambiato il Codice Ateco?
L’Italia utilizzava da anni la classificazione ATECO 2007, con vari aggiornamenti. Nel frattempo sono nate nuove attività, professioni digitali, servizi legati ai dati e una logistica completamente diversa. Il nuovo ATECO 2025 serve per riallineare la classificazione italiana alla normativa europea (NACE Rev. 2.1) e per permettere allo Stato di capire meglio cosa fanno realmente le imprese.
Il codice Ateco non è solo statistico:
- si usa per aprire la partita IVA,
- per determinare l’iscrizione a INPS e INAIL,
- per verificare l’accesso a bonus e agevolazioni,
- per individuare i regimi fiscali applicabili,
- e per i controlli di coerenza tra ciò che si dichiara e ciò che si fa.
Con la nuova classificazione, le diverse amministrazioni stanno aggiornando i propri archivi (in particolare Registro Imprese e Camere di Commercio). Per l’impresa, però, questo non significa sempre un obbligo automatico di presentare una variazione verso l’Agenzia delle Entrate: la necessità va valutata caso per caso. In parallelo, alcuni sistemi e procedure hanno previsto un periodo transitorio (fino al 01/04/2026) per gestire l’utilizzo delle due codifiche. Questa scadenza non è la “fine della rettifica”: riguarda flussi specifici e va tenuta distinta dalla finestra Rettifica ATECO 2025.
Cosa succede dal 1° aprile 2025?
Dal 1° aprile le Camere di Commercio hanno avviato la riclassificazione automatica. Se il tuo vecchio codice ATECO 2007 corrisponde esattamente a uno nuovo del 2025, la Camera lo aggiorna in automatico nella tua visura camerale. In questa fase, di norma, l’imprenditore non deve presentare pratiche: l’aggiornamento avviene in modo automatico e può arrivare una comunicazione tramite i canali camerali (ad esempio cassetto digitale/PEC, dove previsti).
Il problema nasce quando un vecchio codice può corrispondere a più di un nuovo codice. In questi casi può risultare assegnato uno dei codici possibili e spetta all’impresa verificare che l’inquadramento sia coerente con l’attività prevalente. Per questi casi è previsto il periodo di rettifica fino al 31/03/2026.
Perché si parla tanto delle scadenze?
Il termine della finestra straordinaria di rettifica è fissato al 31/03/2026. Dopo questa data le rettifiche seguiranno la procedura ordinaria, cioè con più burocrazia e giustificazioni.
In pratica, la transizione è divisa in tre fasi:
- Dal 1° gennaio 2025: ATECO 2025 è in vigore.
- Dal 1° aprile 2025: adozione operativa nei flussi amministrativi e avvio della riclassificazione automatica.
- Fino al 31/03/2026: finestra straordinaria per la rettifica nei casi di corrispondenza multipla (1→N).
Chi è interessato?
- Tutte le imprese registrate nel Registro Imprese.
- Tutti i titolari di partita IVA che al momento dell’apertura avevano un codice ATECO 2007 ora superato.
- Anche i forfettari, poiché il coefficiente di redditività dipende dal codice attività.
Anche i professionisti con partita IVA devono fare attenzione: per loro l’aggiornamento non è automatico e la gestione verso l’Agenzia delle Entrate si valuta caso per caso, spesso con il supporto del consulente.
Cosa fare durante il periodo transitorio?
- Controlla la tua visura camerale. Verifica quale codice ATECO è indicato dopo aprile 2025 e se hai ricevuto una notifica nel cassetto digitale.
- Confronta il codice con la tabella di corrispondenza ISTAT. Puoi trovarla indicata come tavola di raccordo tra la versione precedente (ATECO 2007 – aggiornamento 2022) e ATECO 2025. Se il nuovo codice non rappresenta esattamente la tua attività, valuta di correggerlo.
- Se necessario, presenta la rettifica o variazione. Tramite il servizio della Camera di Commercio o all’Agenzia delle Entrate con i modelli dedicati.
- Verifica l’iscrizione INPS. Se la tua attività cambia settore, può cambiare anche la gestione INPS e le aliquote contributive.
Come presentare la variazione all’Agenzia delle Entrate?
La variazione dei dati attività verso l’Agenzia delle Entrate si valuta caso per caso: in genere va comunicata quando c’è una reale variazione dell’attività dichiarata (non solo una riclassificazione automatica). Per chi non è iscritto al Registro Imprese l’aggiornamento non è automatico e si gestisce tramite i modelli dedicati (ad esempio AA9/12 o AA7/10) secondo la propria situazione, spesso con il supporto del consulente.
Cosa cambia per chi è in regime forfettario?
Nel regime forfettario, il coefficiente di redditività varia in base alla categoria Ateco. Se il tuo vecchio codice apparteneva a una categoria e il nuovo a un’altra, cambia anche la base imponibile. Un errore può quindi incidere direttamente sul calcolo delle imposte.
Per esempio, se il coefficiente passa dal 67% al 78%, la tua tassazione effettiva aumenta. Conviene quindi verificare attentamente a quale gruppo appartiene il nuovo codice e, in caso di variazione, allegare una nota esplicativa alla dichiarazione dei redditi.
Cosa succede se non fai nulla?
Se non fai nulla, il codice aggiornato automaticamente dalla Camera resterà valido. Dal punto di vista formale sei in regola.
Tuttavia, se il tuo business reale non corrisponde al codice assegnato, potresti avere problemi in futuro:
- impossibilità di accedere a bandi o bonus specifici,
- incongruenze nelle verifiche fiscali,
- errori nei contributi INPS o nelle assicurazioni INAIL.
Come verificare le differenze tra vecchio e nuovo Ateco?
L’ISTAT ha pubblicato la tavola di raccordo tra la versione precedente (ATECO 2007 – aggiornamento 2022) e ATECO 2025. Molti codici corrispondono a più di una nuova voce, ed è proprio in questi casi che serve una rettifica.
Esempi tipici:
- I servizi digitali e i contenuti multimediali, prima racchiusi in una sola categoria, ora sono divisi in più sottocategorie.
- I servizi alle imprese sono stati suddivisi in attività di consulenza, piattaforme digitali, supporto tecnico, ecc.
Effetti su bonus e agevolazioni
Molti bonus fiscali in Italia funzionano tramite elenchi di codici ATECO ammessi. Con il passaggio alla nuova classificazione, questi elenchi dovranno essere aggiornati.
Se mantieni un codice troppo generico o non coerente con l’attività svolta, potresti avere difficoltà in future richieste o verifiche legate ai requisiti.
Impatto su INPS e INAIL
Anche INPS e INAIL utilizzano il codice Ateco per calcolare le aliquote contributive e i livelli di rischio. Quando il codice cambia, può cambiare anche la gestione o la tariffa applicata.
Se aggiorni solo la visura ma non l’Agenzia delle Entrate, gli enti previdenziali potrebbero continuare a usare i vecchi dati. Nel periodo di transizione possono verificarsi disallineamenti tra archivi diversi: per questo è utile controllare che i dati siano coerenti e, se necessario, regolarizzare secondo la propria situazione.
Casi pratici
Caso 1 - Nuova attività dopo aprile 2025: Chi apre la partita IVA dopo il 1° aprile deve usare direttamente un codice ATECO 2025.
Caso 2 - Attività preesistente con corrispondenza unica: Se il tuo vecchio codice ha un’unica corrispondenza, la Camera lo aggiornerà automaticamente e non serve fare nulla.
Caso 3 - Attività con più corrispondenze: Se il tuo codice 2007 corrisponde a più voci del 2025, conviene utilizzare la finestra fino al 31/03/2026 per richiedere la rettifica.
Caso 4 - Professionisti non iscritti al Registro Imprese: Per loro non c’è aggiornamento automatico: la gestione della variazione verso l’Agenzia delle Entrate si valuta caso per caso, spesso con il supporto del consulente.
Documenti utili
- Visura camerale aggiornata dopo aprile 2025
- Tavola di raccordo ISTAT tra la versione precedente (ATECO 2007 – aggiornamento 2022) e ATECO 2025
- Modelli AA7/10 o AA9/12 per la comunicazione di variazione
- Eventuali istruzioni della Camera di Commercio locale per il servizio di rettifica
- Cassetto digitale per controllare eventuali notifiche
FAQ sull'ATECO 2025
Che cos'è ATECO 2025?
Perché dovrei verificare o rettificare il mio codice?
Qual è la scadenza per utilizzare il servizio di rettifica?
Come presento la variazione del codice?
La Camera comunica automaticamente la rettifica all'Agenzia delle Entrate?
Cosa succede se non faccio nulla?
Dopo il 31/03/2026
Dopo la scadenza della finestra straordinaria, eventuali modifiche o correzioni del codice seguiranno la procedura ordinaria di variazione, con tempi e documentazione che possono dipendere dalla situazione dell’impresa. In parallelo, alcuni flussi specifici prevedono un periodo transitorio fino al 01/04/2026: è una scadenza distinta dalla rettifica e non va confusa con essa.
Nel tempo, diversi adempimenti e bandi potrebbero richiedere un inquadramento coerente con ATECO 2025. Per questo conviene verificare che il codice assegnato rappresenti davvero l’attività svolta e, se necessario, intervenire durante la finestra di rettifica.
Strumenti utili
Articolo pubblicato il 1 novembre 2025 - Aggiornato il 06/02/2026. Per pratiche e casi specifici valuta il supporto di un consulente.